Copertina di L'imbroglio del turbante, di Serena Vitale
serena vitale

L'imbroglio del turbante — Letture


PARTE PRIMA
3
DI LÀ DEL FIUME SUNDJA

Febbraio-luglio 1785

Erano di poco passate le due pomeridiane del 23 febbraio 1785 quando gli abitanti di Mozdok e Kizliar sentirono un cupo rombo sotterraneo. Si ruppe la pace perfetta dell’aria: da nessun punto cardinale sorse un vento furioso che sollevò alti turbini di polvere, le acque del fiume Terek presero a spumeggiare come per la più violenta delle tempeste, la terra scivolò da sotto i piedi di quanti fuggivano terrorizzati. Un’ora più tardi la terra ruggì, quasi che il vento ne attraversasse le viscere. Tremò nuovamente la notte tra il 23 e il 24. Avvertirono in modo più lieve la scossa anche le altre fortezze della Linea Caucasica (Naur, Grigoriopolis, Ekaterinograd, Pavlovskaia, Marinskaia, Gheorghievsk, Aleksandrovskaia), il cordone di città, piazzeforti e villaggi cosacchi con cui la Russia difendeva i confini meridionali, dal Mar Caspio al Mar d’Azov.
A sud della Linea alcuni dissero: «È il segno dell’ira divina, l’Imam di Aldi lo aveva predetto».

Dalla fortezza Marinskaia il generalmaggiore Peutling riferì del terremoto al generale Leontev, cui era affidato il comando delle forze russe al Caucaso in assenza di Pavel Ivanovich Potiomkin, cugino del principe; grazie a Dio, spiegò, tra i russi non si contavano perdite umane né gravi danni alle cose.
Nello stesso rapporto Peutling scrisse: «Di là del fiume Sundja, nel villaggio di Aldi, è comparso un uomo che predice gli avvenimenti futuri e incita il popolo superstizioso e ignorante a obbedirgli; sostiene di aver avuto una visione».

...Mentre dormiva, sognò che era caduto dal cielo e cominciò a celebrare Allah con tanta forza che tutto il villaggio si svegliò. L’indomani mattina annunciò ai fratelli: «Oggi morirò, ma voi non seppellitemi perché tra ventiquattr’ore resusciterò». Giacque come morto tutto il giorno, poi si alzò e cominciò a predicare...
...Una notte uscì nel cortile della sua casa e vide due uomini a cavallo. «Seliam aleykum, Imam» gli dissero. «Aleykum assalam» rispose. «Per ordine di Allah il profeta Maometto ci ha mandato a dire che hai il compito di confermare e fortificare nel Corano i nostri popoli caduti nell’errore, indebolitisi nella fede.» «E come farò?» chiese. «La gente non mi darà ascolto.» «Non aver paura, Allah ti aiuterà e il popolo crederà in te...
Dopo tre giorni di preghiere disse ai parenti, con le lacrime agli occhi: «L’empietà e i furti perdono i ceceni in questo mondo e preparano la loro dannazione nell’altro. Per ordine di Dio io posso evitare questa disgrazia estirpando i loro vizi e insegnando la fede». Lo pregarono di desistere: «Non verrai creduto, ci vergogneremo di te». Ma non diede ascolto alle parole dei famigliari, convinse alla sua causa tre hadji ceceni e mandò hadji Butik alla Mecca con una lettera in cui raccontava il suo sogno...
Per tre giorni osservò il digiuno, poi salì sul tetto della sua casa, si coprì la bocca con la manica della veste e chiamò a raccolta la gente con una voce flebile che tuttavia venne udita anche da lontano. Quando tutto il villaggio accorse, raccontò la sua visione, poi andò alla moschea; uscitone, si mise a predicare: «Mettete fine ai dissidi che vi dividono, non uccidete, dimenticate la vendetta di sangue, perdonatevi a vicenda. Non fate uso di tabacco, non consumate bevande preparate con il malto, non commettete peccati di lussuria; distruggete tutto ciò di cui siete entrati in possesso disonestamente, non seminate il grano, giacché invece del pane ognuno riceverà da Dio di che cibarsi». Fece scannare due montoni e ne offrì le carni ai presenti. L’indomani prese uno dei due buoi che costituivano tutta la sua ricchezza, gli fece fare tre volte il giro del cimitero, quindi lo sgozzò e ne distribuì le carni: metà ai poveri, metà ai bambini. Da allora molti cominciarono a portargli capi di bestiame, per le elemosine come per il suo uso personale...
Al terzo giorno si cucì un vestito di foggia turca con le variopinte pezze di seta e cotone che gli aveva portate la gente. Fece vestire i suoi allo stesso modo perché gli infedeli non potessero distinguerlo tra gli altri...
Disse: «Aspettate, e vedrete miracoli. Il mese venturo, fra tre settimane, si sentirà una voce dal cielo»...

Dalla fortezza di Vladikavkaz il colonnello Matzen riferì di nuove turbolenze fra i montanari, i quali ormai attaccavano anche i soldati che si allontanavano per andare a far legna. Secondo una prima stima delle autorità militari russe, i ceceni, i cumicchi, i cabardi e altre più piccole ma altrettanto bellicose tribù montanare potevano raccogliere, unendosi, un’armata di venticinquemila uomini. E non erano più di ventisettemila i russi di stanza alle frontiere meridionali, sparsi lungo le settecento e più verste della Linea. Vennero allertati i comandi delle guarnigioni, disposti movimenti di truppe, interrogati gli informatori abituali. Si prestò la massima attenzione ai rapporti di Signori e capitribù fedeli, ai racconti di viaggiatori, pellegrini. Nuove spie vennero inviate nei luoghi da cui si paventava l’attacco.

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